Si fa riferimento in particolare a una azione di "sponsered conversation" della catena di grande distriubzione Kmart. Non potendo contare su un passa-parola importante per via di un marchio non certo carismatico, è riuscita a generare 2.000 conversazioni dando l'opportunità a cinque bloggers di passare una giornata di compere pagate nei propri magazzini.
Mercedes-Benz, da parte sua, ha prestato un'auto per una settimana (esattamente come certo avrà fatto con i giornalisti professionisti) a una blogger. La cosa interessante è che il blogger era una mamma.
La cosa che mi colpisce è quindi come con un investimento ridotto si è raggiunta una nicchia piccola ma interessante. Cogliendo appieno quello che - in fondo - è il grande vantaggio del marketing online, no?
C'è chi dice che la cosa è quasi scorretta. Ma scagli la prima pietra chi non ha fatto un po' di rumors con un account fake.
O che - da luogo di discussioni senza condizionamenti - il blog rischia di apparire un magazine "markettaro" (di quelli cioè "compri pubblicità, ottieni la pagina"
E poi suggerirei alle aziende di lasciare liberi i blogger di dire esattamente ciò che pensano... purchè se ne parli!
Ma attenzione agli effetti indesiderati anche gravi. Matt Cutts fa notare che Google "banna" questo tipo d blog. Dunque, si generano conversazioni ma non si scalano i ranking.
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