giovedì 26 marzo 2009

CONVERSAZIONI PATROCINATE

Conversazione patrocinata è un termine a cui dovremo presto abituarci. Ne ha parlato Forrest Research a proposito di una nuova pratica utilizzata da diverse aziende: si tratta di coinvolgere in maniera trasparente i blogger nei lanci e nella promozione dei loro prodotti.

Si fa riferimento in particolare a una azione di "sponsered conversation" della catena di grande distriubzione Kmart. Non potendo contare su un passa-parola importante per via di un marchio non certo carismatico, è riuscita a generare 2.000 conversazioni dando l'opportunità a cinque bloggers di passare una giornata di compere pagate nei propri magazzini.


Mercedes-Benz, da parte sua, ha prestato un'auto per una settimana (esattamente come certo avrà fatto con i giornalisti professionisti) a una blogger. La cosa interessante è che il blogger era una mamma.
La cosa che mi colpisce è quindi come con un investimento ridotto si è raggiunta una nicchia piccola ma interessante. Cogliendo appieno quello che - in fondo - è il grande vantaggio del marketing online, no?

C'è chi dice che la cosa è quasi scorretta. Ma scagli la prima pietra chi non ha fatto un po' di rumors con un account fake.
O che - da luogo di discussioni senza condizionamenti - il blog rischia di apparire un magazine "markettaro" (di quelli cioè "compri pubblicità, ottieni la pagina"). Ma io direi che non c'è molta differenza con gli articoli favoriti da campagne delle agenzie di comunicazione o sui veri (e comunque appetibili) magazine gratuiti.
E poi suggerirei alle aziende di lasciare liberi i blogger di dire esattamente ciò che pensano... purchè se ne parli!


Ma attenzione agli effetti indesiderati anche gravi. Matt Cutts fa notare che Google "banna" questo tipo d blog. Dunque, si generano conversazioni ma non si scalano i ranking.


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